hai mai visto questo cane?

Secondo gli annali del Pluritempo era il 3 febbraio 2379 quando Maxtor, un esemplare di specie Canis lupus familiaris, fuse la propria coscienza con un’avanzata intelligenza macchinica. L’ibridazione conferì a Maxtor la rara facoltà di spostarsi nel Pluritempo svincolandosi da un’esistenza lineare al guinzaglio della legge di causa/effetto.

Il gruppo di cronoviandanti DustyEye con l’aiuto di Moscabianca Edizioni ha deciso di rintracciare Maxtor, o quantomeno di far luce sui fatti avvenuti a partire dal tardo XXIV secolo, momento in cui il cybercane fece perdere le proprie tracce. Nonostante una certa esperienza in termini di cronobalzi, il compito si sta dimostrando più arduo dei pronostici.

I primi riscontri descrivono Maxtor come un docile meticcio di taglia media e pelo nero, salvo per una spolverata di bianco sul muso, sul ventre e alle estremità delle zampe.

Come tratti distintivi: un occhio cibernetico e un dispositivo ricetrasmittente installato alla base della nuca. Un’antenna olfattiva? Una parabola sensoriale? O banalmente un’antenna parabolica telecinetica?

Un ringraziamento a Giorgio Finamore, Selena Garau Maher e Lelrah per aver realizzato i tre manifesti che hanno permesso l’avvio delle ricerche.

Per conoscere ogni dettaglio circa la vita e il vagabondare di Maxtor bisogna attendere fino alla primavera 2024.

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